| FACSIMILI |
| (95553) Orazio. Orazio Laurenziano. Placed in padded case with Horatius Flaccus, Quintus. Mss. (Codice Laurenziano Mediceo Plut. XXXIV, 1) [Opera. Ms. (facsim.)] Roma, 1933. Roma, Ist.Poligrafico e Zecca dello Stato- Archivi di Stato cm.19,5x27,5, pp. leg.a mano con fibbie, cop.in pelle con incisioni a secco ai piatti, angoli in rame brunito e borchie al centro dei piatti raffiguranti lo stemma mediceo.
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Euro 600.00 |
| (114384) Petrarca,Francesco. Rerum vulgarium fragmenta. Fac simile del codice autografo Vaticano latino 3195. Roma, Antenore Editrice 2003, cc. II-II-72-II (156 pagine), Rilegatura in velluto rosso, conforme all'originale. Tiratura limitata di 499 esemplari in numeri arabi, 99 numeri romani e 26 con lettere dell'alfabeto. Biblioteca di 'Filologia e Critica'.
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Euro 2380.00           Euro 1900.00 |
| (95532) Petrarca,Francesco. I Trionfi. Dall'indice: Premessa, I Trionfi: Trionfo dell'amore, Trionfo della pudicizia, Trionfo della morte, Trionfo della fama, Trionfo del tempo, Trionfo dell'eternità. Studio introduttivo alle tavole, indice dei nomi e dei luoghi, Bibliografia. Illustrati nella miniatura da codici precedenti del sec.XIII al sec.XVI. Studio di Sergio Samek Ludovici con note esplicative del Poema. Roma, Ist.Poligrafico e Zecca dello Stato- Archivi di Stato 1978, 2 voll. cm.31x43, pp.197, 102 tavv.a col.applicate su carta pesante, legg.in tutta pelle, ritratto del Petrarca in oro ai piatti ant.e titoli in oro ai dorsi, cofanetto in legno fasciato in t.tela dipinta. Ediz.su carta di Pescia appositamente fabbricata in 1000 esemplari numerati.
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Euro 1100.00           Euro 750.00 |
| (98287) Pier Candido Decembrio. Il Libro degli animali. Cod.Urb.Lat.276. Biblioteca Apostolica Vaticana. Codice Urbinate scritto nel 1460 ed illustrato nel secolo successivo. Riproduzione completa del Codice nel formato originale di cm.19x26,5. Il Codice consta di 232 carte stampate a quattro colori. La legatura è in pelle con incisioni in oro sulle plance e sul dorso. Il volume di commento è a cura di C.M.Pyle. Appendice all'edizione italiana di P.Lucca. Milano, Belser Verlag per Jaca Book Ed. 1985, il vol.di commento è leg.in t.tela, cofanetto in t.tela con apertura a libro.
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Euro 2480.00           Euro 1900.00 |
| (103359) Piero della Francesca. Libellus de quinque corporibus. Piero della Francesca. [Vatican, Biblioteca Apostolica, Urb. lat. 632] Edizione Nazionale degli Scritti di Piero della Francesca. Firenze, Giunti Ed. 1995, 3 voll. cm.15x22, pp.176, 260, 246 The “Libellus” is the first treatise on geometry of the
Renaissance in which problems relating to the construction and
calculation of polyhedrons–drawn in the “Libellus” in
stereometric form–were addressed. The treatise, which has
survived as a unique manuscript in the hand of an unknown
copyist but accompanied by drawings, corrections and additions
made by Piero himself, was dedicated to Guidubaldo da
Montefeltro, Duke of Urbino. The work was known from the
beginning of the 16th century, not as belonging to Piero, and not
even in Latin, but as part of the “Divina Proportione” by Fra
Luca Pacioli who published it in Italian as his own work. The
plagiarism was denouncesd by Giorgio Vasari and has been the
object of heated dispute ever since. Together with transcriptions
and critical apparatus by Cecil Grayson, Marisa Dalai Emiliani
and Carlo Maccagni. Limited edition of 998 copies with deluxe
clamshell case in half leather.
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Euro 1500.00 |
| (107287) Piero della Francesca. L'Archimede di Piero della Francesca. Archimede, Trattati (Riccardiana 106). Grafica European Center of Fine Arts, per i tipi di VIMER Industrie 2007, 2 voll. in cofano. cm.21,5x29,5, pp.86 carte in recto e verso di facsimile, pp.332 di testi e apparati. Il manoscritto contenente i trattati di Archimede, recentemente riconosciuto autografo di Piero della Francesca, è con tutta probabilità passato per le mani di Leonardo. Leonardo da Vinci infatti, nelle carte che ci sono pervenute, ci ha lasciato alcune citazioni riferite alle opere di Archimede. Due, in particolar modo, paiono interessantissime; testimoniano, infatti; la voglia del maestro di possedere codici con le opere del grande matematico siracusano. La prima: "Archimede è intero appresso al fratello di monsignore di Santa Gusta, in Roma. Disse di averlo dato al fratello che sta in Sardigna. Era prima nella libreria del Duca di Urbino. Fu tolto al tempo del Duca Valentino". La seconda: "Borges ti farà avere Archimede del vescovo di Padova e Vitellozzo quello da il Borgo a San Sepolcro". La seconda è certamente l'annotazione più interessante: Vitellozzo Vitelli era alla presa di Urbino assieme al Valentino e l'Archimede, che avrebbe dovuto dare (non è certo che questo sia avvenuto) a Leonardo, potrebbe essere uno dei codici della biblioteca di Federico oggetto di predazione, i quali furono dispersi dopo la capitolazione della città … una cortesia da parte di uno dei generali del Valentino nei confronti di Leonardo, che, del medesimo principe, era ingegnere militare. Se così fosse, alla luce della recente identificazione dell'autografo pierfrancescano della Riccardiana, sarebbe più che plausibile l'ipotesi della presenza, nella biblioteca di Federico II, di un codice di Piero con la trascrizione di opere di Archimede; testo che, aggiunto al trattato di prospettiva e al Libellus, porterebbe almeno a tre il numero delle opere del Borghigiano presenti in tale biblioteca. Nell'ottica di "codice depredato" potrebbe anche e forse spiegarsi l'assenza del frontespizio (prima carta che spesso conteneva la dedica e lo stemma del proprietario) del Riccardiano 106. Questo è già di per sé un codice interessantissimo e, per ovvi motivi, di valore inestimabile: sembrerebbe di percepire, ancorché in assenza di trascrizione, un tentativo di Piero, assolutamente innovativo, di applicazione di notazioni algebriche alla geometria archimedea. La possibile ipotesi che Leonardo possa aver studiato Archimede attraverso la trascrizione e l'interpretazione di Piero, contenuta nel Riccardiano. 106, aggiunge certamente al codice un fascino di enorme presa nell'immaginario collettivo; fascino che, ovviamente, risulta del tutto particolare anche per gli studiosi.
L'opera edita da Grafica European Center of Fine Arts, per i tipi di VIMER Industrie Grafiche Italiane, consta di due volumi, rilegati e cartonati, ambedue dalle dimensioni esterne di mm 293x215 (il cofanetto cartonato che li racchiude ha uno spessore di mm 55).
Il primo volume è composto da 82 carte (in recto e verso): è l'edizione facsimile del manoscritto, conservato presso la Biblioteca Riccardiana di Firenze con l'indicazione numerica 106 (il manoscritto originale è cartaceo - filigrana: aquila iscritta in un cerchio - diviso in 8 fascicoli, quinterni e sesterni). Esso contiene un vero e proprio "corpus" di trattati di Archimede, contrassegnati da rubriche che ne indicano i titoli: De Sphaera et cilindro, Circuli dimensio, De conoidalibus et sferoidibus figuris, Archimedis inventa circa elicas hoc est spirales lineas et spatia dictis lineis contenta, Archimedis Planorum aeque ponderantium inventa vel centra gravitatis planorum, Archimedis de his que aeque ponderant, Archimedis quadratura parabule, Archimedis tractatus de arene numero.
Il secondo volume, di corredo al precedente, raccoglie invece i contributi di presentazione alla realizzazione facsimilare del Riccardiano 106. Introdotto dalle presentazioni di Luciano Scala (Direttore Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali), Riccardo Nencini (Presidente del Consiglio Regionale della Toscana) e Giuseppe Fanfani (Sindaco della Città di Arezzo), si apre con la sezione in italiano di 55 pagine (tradotta in cinque lingue - inglese, francese, spagnolo, tedesco, arabo - per un totale di 332 pagine) con la seguente ripartizione saggistica:
- " Piero della Francesca e il manoscritto 106 sulle opere di Archimede" (J. R. BANKER)
- "L'Archimede di Piero" (G. LAZZI) ,
- "Intorno ai manoscritti di Piero della Francesca e alla fortuna storica dell'opera teorica del medesimo"
(R. MANESCALCHI)
- "Piero e la tradizione del testo di Archimede nel Quattrocento" (P. D. NAPOLITANI)
- "Piero della Francesca e i manoscritti scientifici: il caso dell'ottica" (R. BELLÉ)
"La scoperta di un altro autografo di Piero della Francesca costituisce già di per sé una notizia emozionante e degna di grande rilievo: se poi questa scoperta riguarda un manoscritto che non contiene opere personali, ma vede il grande artista nella veste di straordinario copista della più alta mente matematica dell'antichità, allora il valore e il significato sono tanti e tali da ben giustificare l'onere economico e il peso del lavoro che comporta la realizzazione di un facsimile, reso possibile grazie all'impegno di uno sponsor privato, che ha abbracciato con entusiasmo questa causa." (dalla presentazione di L. Scala)
"La riproduzione fac-similare dell'Archimede di Piero della Francesca non è solo un'operazione culturale di grande respiro; è anche un contributo alla rivalutazione di aspetti a volte considerati "minori" dell'opera complessa di uno dei personaggi che hanno fatto grande la Toscana. È un po' come risalire alle radici e al più profondo sentire di un grande artista come Piero, di cui era nota la ricerca delle basi della cultura scientifica. Il suo sguardo era rivolto ad Euclide e ai matematici greci, e l'interesse per Archimede ne veniva quasi come una conseguenza naturale e logica. Il pittore della luce e delle forme perfette - come è stato definito - rientra a tutto tondo nell'immagine degli artisti dell'epoca, che accompagnavano sicurezza e agilità del tratto a studi prospettici profondi e ad una preparazione anche nelle scienze matematiche di alto livello. Anche questa riproduzione rientra nella concezione dell'uomo "centrale" e "universale", artefice del proprio destino, versato in ogni ramo del sapere, protagonista di ogni progresso, motore e interprete di quell'esaltante periodo di storia del mondo che fu il nostro "Rinascimento". Un'iniziativa editoriale importante, che restituisce alla collettività parte di un patrimonio letterario che spesso tende a rimanere accessibile solo agli studiosi." (dalla presentazione di R. Nencini)
L'opera su Archimede è una testimonianza della poliedrica figura del maestro di Borgo San Sepolcro, perfetto interprete dello spirito del Rinascimento: artista stupefacente, ma anche indagatore attento della natura e delle leggi che la governano. L'opera ci consente di toccare con mano l'attenzione - non meramente erudita, ma finalizzata ad una migliore conoscenza e descrizione del mondo - che si aveva verso i classici nella Toscana del Quattrocento, dalla quale uscirono tante geniali personalità. Non soltanto Piero, ma anche un Leonardo o un Leon Battista Alberti e, non ultimo, un altro biturgense come frate Luca Pacioli, che definiva Piero "monarca dei matematici" (dalla presentazione di G. Fanfani)
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Euro 2000.00 |
| (91191) Prisse d'Avennes. Arte araba al Cairo. L'art arabe d'aprés les monuments du Kaire. The arab Islamic Art. Argomenti Nel 1877 gli editori Ve A. Morel et Cie davano alle stampe una serie di incisioni sulle molteplici espressioni dell’arte araba fiorita al Cairo dal VII secolo alla fine del Settecento. Si trattava per la maggior parte di opere concepite da Prisse d’Avennes (1807-1879), un eminente studioso che con le testimonianze raccolte nel corso dei suoi numerosi viaggi in Medio Oriente dette un contributo determinante alla conoscenza dell’arte araba e in particolare di quella egiziana. Nelle 200 tavole presentate dagli editori francesi d’Avennes ritrae con notevole perizia e abilità grafica palazzi, moschee e minareti della capitale egizia (spesso animati, secondo il gusto dell’epoca, dalla presenza di vari personaggi), soffermandosi in particolare su ornamenti architettonici, decorazioni parietali e arredi. Di notevole interesse sono anche le incisioni raffiguranti vetrate, tessuti, tappeti, armature e le decorazioni che impreziosivano le pagine del Corano. In seguito l’edizione francese fu riprodotta e pubblicata dalla Khayat Book and Publishing Company di Beirut, ed è in questa stessa versione, curatissima nella veste grafica e nella resa cromatica delle illustrazioni, che oggi l’opera di d’Avennes viene riproposta come prezioso documento di un’arte e di una cultura dal fascino intramontabile.
Firenze, Beirut, Giunti- Khayat Book & Publ. Company 2004, 3 voll. cm.48x62 , legature in tela e pelle con impressioni in oro sul piatto e sul dorso. Grandi Opere in Facsimile. In 1877 a series of engravings on the subject of the manifold
expressions of Arab art that flourished in Cairo from the 7th
until the end of the 18th c. was sent to press by the publishers
VeA. Morel et Cie. Most of these works were created by Prisse
d’Avennes (1807-1879), a distinguished scholar who, with the
documentation collected during his many travels in the Middle
East, gave a decisive contribution to the knowledge of Arabian,
and especially Eqyptian art. In the 200 plates d’Avennes depicts
palaces, mosques and minarets of the Egyptian capital with
expertise and graphic skill (often livening them through the
introduction of various figures in compliance with the taste of
the time), dwelling in detail on architectural ornaments, wall
decorations and furnishings. Of great interest are also the
engravings that reproduce glass panes, fabrics, carpets, armour
and decorations that adorned the pages of the Koran. This deluxe
facsimile is based on the Khayat Book edition, Beirut. Leather
spine with boards in buckram.
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Euro 500.00           Euro 430.00 |
| (123931) Rubens,Peter Paul. Palazzi moderni di Genova raccolti e designati da Pietro Paolo Rubens. Riproduzione in facsimile dell'ediz. Anversa : appresso G. Meursio, 1652.
Genova, Compagnia Imprese Elettriche Liguri 1955, cm.27x38, pp.142, 67 tavv. stampate solo al recto leg.mz.perg. con angoli,5 nervi al dorso, titoli in oro al dorso e al piatto ant. Fasc. allegato di pp.XVI con commento. Esemplare in condizioni perfette.
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Euro 200.00 |
| (13758) Vasi,Giuseppe. Delle magnificenze di Roma Antica e Moderna. Riprod.integr.in facsimile dei 10 album di incisioni con i relativi testi di commento. Roma, Ed.Salerno 1992, 2 voll. cm.30x42, pp.976, 228 inciss.su rame nt. rileg.in mz.cuoio + un fascicolo di Commentario di pp.36, con 13 tavv.ft. Ediz.in 999 esemplari numerati.
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Euro 1750.00           Euro 1590.00 |